LA CANTARANA
Ricordando Cesare...
Questa pagina è un ricordo di Cesare Boni, che è scomparso prematuramente nell'ottobre 2001.

 


In occasione della XXVI Mostra-Mercato dell'Artigianato del Pinerolese è stato allestito presso il Museo Etnografico del Pinerolese e Museo del Legno, con sede in Via Brignone 3 a Pinerolo, uno spazio espositivo dedicato a Cesare Boni e al gruppo musicale de "La Cantarana", intitolato "Ricordando Cesare - Cesare Boni, musicista e musicologo".


Dalla sezione delle Pubblicazioni del sito si può scaricare il testo integrale dei libretti che accompagnavano le incisioni di ricerca e di riproposta realizzate dall'Associazione
e del volume sui lavori tradizionali in Val Germanasca edito nel 1984, da anni esaurito.
Ulteriore documentazione relativa alle ricerche svolte nel Pinerolese dall'Associazione verrà
inserita nei prossimi mesi in una Sezione dedicata alla musica tradizionale del Pinerolese.

 



Cesare Boni è stato la mente musicale della Cantarana: era lui a ideare gran parte degli arrangiamenti, a costruire le parti vocali di un gruppo che della riproposta polifonica ha sempre fatto un punto di forza. Era un musicista eclettico, che seppe cimentarsi con successo con tanti strumenti diversi nella sua lunga carriera musicale: organo, pianoforte, chitarra, armonica a bocca, mandola e mandolino, dulcimer, ghironda. Con La Cantarana usava prevalentemente la ghironda, ma la sua passione è sempre stata la chitarra acustica, che ha suonato fin quando ha potuto. Quel che si dice un creativo: è di sua invenzione il logo di "Tacabanda", la rassegna della Val Pellice, la marmotta con la ghironda a tracolla e la grancassa sulle spalle; era inoltre un bravo tecnico del suono, e molti musicisti folk del Nord Italia e della Francia ne hanno apprezzato il talento e la sensibilità musicale quando lavorava al mixer in occasione delle manifestazioni organizzate nelle valli del Pinerolese. Appassionato orticoltore, attento lettore di Hermann Hesse e Bruce Chatwin, raccoglitore di pipe, meticoloso e scrupoloso nei lavori pratici: persona semplice e riservata, eppure ricca e complessa, di quelle che dietro di sé lasciano un grande vuoto.