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Cahier Tron Enrico

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   Sommario cahier Tron Enrico
   Testo integrale cahier Tron Enrico

 

 


Si tratta di un quaderno di cm. 14x21, contenente 143 canti.
Sul frontespizio, la scritta "Tron Enrico / l'anno 1898 / Roberso". Roberso è una borgata del vallone di Massello, probabile luogo di provenienza.
In effetti, in un canto, apparentemente recente (n. 126, "D'un monte in sul pendio"), si parla dei "Massellini". Ai canti n.125 e 126, però, viene riportato il nome di Emmanuel Pons, che potrebbe aver collaborato alla trascrizione dei canti.
Nella trascrizione su file, come si è accennato, ci si è mantenuti fedeli alla grafia originaria, mantenendo eventuali errori ortografici, l'ordine delle strofe e gli "a capo". Va detto che gli errori sono davvero pochi, in relazione ad altri cahier consultati: nella trascrizione dei canti in francese, in particolare, l'autore dimostra una buona conoscenza della lingua, con una notevole correttezza nell'uso degli accenti; qualche imperfezione sistematica si registra solo nella coniugazione dei verbi.
Per chiarezza, si è deciso di far partire ogni canto da una nuova pagina, mentre nel testo originario i testi sono in successione, senza soluzione di continuità, e possono partire anche da metà pagina; parimenti, ogni strofa è divisa dall'altra da una riga vuota, mentre nell'originale non c'è riga vuota fra le strofe. Inoltre, com'è ovvio, la trascrizione su file porta ad una normalizzazione grafica del testo, e si perde il carattere "personalizzato" della trascrizione manuale, che si può osservare nelle pagine qui riprodotte. Talvolta, l'autore ha usato caratteri grafici diversi, più marcati, per evidenziare il testo dei "refrain"; in questi casi si è usato il corsivo (es.: nn.117 - 119 - 121).

I primi 63 brani sono in lingua francese e di carattere tradizionale o storico (da notare alcuni testi sull'epopea napoleonica - nn. 38 - 44 - 51) , ma dal n.64 al francese si alternano testi in piemontese e in italiano, appartenenti al repertorio di carattere patriottico, specie con riferimento alla guerra in Africa (nn.74 - 119 - 121 - 123, ad esempio), o dei cantastorie ("Sante Caserio", n.84, "Pierina e Bastiano", n.71), o con testi tragici o d'amore un po' melensi (come al n.96, "Odi d'un uom che muore … l'estremo suon" - o al n.122, "Non son Fata né Ninfa né fiore…"), con qualche canto narrativo antico in piemontese (nn.65 - 95). In totale, dei 143 canti trascritti, 110 sono in francese, 27 in italiano, 6 in piemontese.
Nell'insieme, il quaderno dà ben conto del carattere "stratificato" del repertorio locale, che comprendeva testi di origine antica e brani più recenti, mescolando codici linguistici differenti, anche se va osservata la mancanza del patouà locale, tratto d'altronde comune a tutti i cahier raccolti, e che dipende dal fatto che il patouà era poco usato nel repertorio cantato, e spesso con riferimento a testi di carattere osceno, abitualmente non trascritti.

Oltre al testo completo del cahier, si riporta su file, per fornire al lettore una panoramica sintetica del contenuto e permettergli di orientarsi, un sommario dei canti, con il loro numero ordinale, il numero di pagina (che fa riferimento alle pagine del file, non a quelle del cahier originale, dove la paginazione non è riportata), il testo iniziale del canto ("Incipit"), la lingua usata, un "Descrittivo", peraltro del tutto opinabile, con cui si vuole dare un'idea del contenuto del testo (talvolta si riporta in corsivo fra virgolette il titolo con cui il canto è in genere conosciuto - quando il titolo fra virgolette non è in corsivo è perché era presente nel testo originario), e il numero di strofe trascritte sul cahier.