DOMAD'AIRS
Danse l'air du temps
Il movimento folk ha sviluppato una pratica
musicale che si è tradotta oggi in una congerie di formazioni
professioniste o no, che moltiplicano le "fusions" e
le altre innovazione musicali. Quando animano dei balli, queste
formazioni dimenticano spesso la funzione primaria della loro
musica: una ritmica pienamente aderente alla danza, senza troppe
approssimazioni.Nella musica del bal folk si trovava energia,
slancio, il gusto delle esecuzioni per la danza. Gruppi come Fubu,
Mélusine, La Chavanneè, Mabidau, e più recentemente
La Marienne o Bouffées d'Airs hanno saputo offrirci una
proposta adeguata al ballo, piacevole da ascoltare, festosa, interpretata
con forza e convinzione, senza fronzoli. Una musica più
istintiva che intellettuale. Ora si presenta una nuova generazione
di musicisti; ecco l'intervista con una delle formazioni che privilegiano
la danza: Dômad'airs.
Sono quattro giovani originali della Francia
Centrale a proporvi delle "singeries" musicali. Patrice
Rix (ghironda), Sandrine Lagreulet (flauto e cabrette), Eric Desgrugillers
(chitarra) e Renaud Gayton (organetto). La musica tradizionale
la conoscono fin dall'infanzia. Patrice inizia a studiare la ghironda
all'età di nove anni, Eric ascolta il folk di papà
(Malicorne, Stivell, Tri Yann) prima di affrontare, alla scuola
di musica, il sax e strimpellare pianoforte e chitarra. Quanto
a Sandrine, porta gli zoccoli fin da quando aveva quattro anni,
ma è dopo l'incontro con i fratelli Rix (Patrice e Christophe)
che si appassionano alla musica. Renaud, invece, è passato
da un gruppo folcloristico "aperto", un po' più
tardi, nel 1992. Nel 1996 Patrice e Christophe Rix formano Tradicouzes,
a cui si unisce quasi subito Sandrine. Eric aspetta il 1998 per
aggregarsi, e Renaud arriverà nel 1999. L'insieme incontra
al festival d'Issoire Renaud Champmartin, che propone loro nel
dicembre 1999 di registrare un CD. Prendono il nome di "Bouffées
d'Airs", ma scoprono quattro giorni dopo, leggendo Trad Mag,
che il nome è già occupato. Si passa quindi a Dômad'airs
e la traversata del deserto si concluderà con questo bel
CD, "Singeries", distribuito dall'AMTA. Fine del primo
atto, ma inizio di un nuovo capitolo
"Siamo pienamente consapevoli che la nostra
è una musica prima di tutto per il ballo, non per il concerto,
anche se cerchiamo di lavorare sulle armonizzazioni. Quasi tutti
abbiamo ballato in un gruppo folcloristico, prima, così
abbiamo il "ritmo" e cerchiamo di rispettare i tempi
forti e le cadenze delle diverse danze, in modo che l'interpretazione
che ne diamo sia brillante e melodiosa allo stesso tempo"
(Sandrine).
Una bella professione di fede, ma abbandonate
l'idea che la musica da ballo sarebbe un parente povero della
musica tradizionale. Come voi la praticate, le fate onore e i
ballerini vi ringraziano. Con questo CD, Dômad'airs si inscrive
nella grande tradizione dei gruppi di bal folk. Tanto più
che non sono professionisti, i ragazzi. Una condizione non ottimale
per praticare la musica che si ama. Se Patrice è stato
un tempo attirato dalla carriera musicale, tutti assumono comunque
questo status amatoriale. "La musica prende un sacco di tempo,
ma se non ci fosse mi annoierei" (Eric) "Trovo nella
musica un arricchimento personale. Suonare in un gruppo permette
di sviluppare le capacità di ascolto e dà un senso
alla pratica di uno strumento".
Ballate, allora, giovani, e lasciamo a Renaud l'ultima parola:
"Penso che la nostra musica sia giovane e fresca. Non sono
certo che sia matura, ma poco importa. Ci divertiamo molto a suonare,
ed è questa la nostra principale motivazione. Non ci consideriamo
degli artisti, siamo un po' come dilettanti, ancora".
Gruppi come Dômad'airs, ce ne fossero sulla
scena!