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LA CANTARANA - Presentazione
gruppi
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Gabriele Ferrero
& Silvio Peron
(Valli occitane d'Italia)
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I due musicisti forse più vicini allo stile e allo spirito dei
suonatori tradizionali delle valli occitane, protagonisti alla Baìo
di Sampeyre come su palchi e palchetti dei due versanti delle Alpi,
nonché docenti in ateliers e stages in cui hanno iniziato alla
tecnica di violino ed organetto una nuova generazione di suonatori.
Silvio Peron ha raggiunto e superato ormai il traguardo dei vent'anni
di attività al servizio del folk occitano, dalle prime esperienze
con "La Sourcino" agli inizi degli anni '80 alla collaborazione
con Sergio Berardo nella prima versione acustica de "Lou Dalfin"
e con Jan Peire de Bousquìer nella riproposizione delle danze
della Val Varaita raccolte sul campo.
La maturità artistica giunge con la sua attività nell'ambito
del trio Senhal e del quintetto dei "Compagnons Roulants",
due formazioni che con stile e sonorità diverse rielaborano il
repertorio occitano: con una maggiore aderenza alla tradizione Senhal
(violino e due organetti), con un approccio più moderno, arricchito
dalla presenza di chitarra e contrabbasso, "Compagnons Roulants".
Lungo questo percorso, Silvio, partito dalla fisarmonica a piano, che
ogni tanto ancora suona, ma che è stata ormai soppiantata dall'organetto,
sviluppa e consolida uno stile esecutivo caratterizzato da una solidità
di fondo, da una limpidezza e una precisione non comuni di suono, senza
sconfinamenti nello sterile virtuosismo: un "motore" sonoro
costante e lineare, dal forte supporto ritmico, ma ricco di fantasia
e creatività.
Non un semplice esecutore: negli ultimi anni Silvio ha proposto diverse
sue nuove composizioni di ispirazione tradizionale, fra le più
interessanti in un panorama che su questo versante delle Alpi, nonostante
la vivacità della scena folk occitana, si presenta ancora come
relativamente povero: già si era distinto nel 1986 con la vittoria
al concorso per la scrittura di una melodia che si adattasse alla struttura
del "Moulinet", una vigorosa danza maschile della Val Varaita
di cui si era conservata la struttura coreutica, ma si era persa la
musica. Analogo successo riporta qualche anno dopo lo "Scottisch
Tindaire", a cui si può accostare lo "Scottisch sfasà",
due fra le più belle danze di questo genere composte di recente
nelle nostre Alpi. Silvio mette in musica inoltre due poesie di Claudio
Salvagno, entrambe riproposte nel CD dei "Compagnons Roulants",
"Jan senso tero", che dà il titolo all'incisione, e
"Cansoun per nousaouti".
A questa sua attività si aggiunge il lavoro didattico svolto
con numerosi giovani delle valli del Cuneese desiderosi di imparare
a suonare l'organetto, con i quali ha dato vita ad una piccola orchestra,
che si esibisce con successo nei mesi estivi nelle feste della montagna,
e l'attività di insegnamento delle danze locali svolta insieme
alla moglie, Marisa Dogliotti, sviluppata in particolare intorno a courènta
e balét della Val Vermenagna, la vallata in cui risiede.
Gabriele, più giovane, ha fatto parte di diverse formazioni
musicali, dal bal folk con i "Sarvanòt" o in coppia
col violinista Stefano Protto alla musica acustica progressive di "Charta
de Mar", dal repertorio irlandese con "Tùatha Dé
Danann" al folk piemontese con "Tendachënt" o "Le
Vijà", fino all'esperienza transfrontaliera di "Arco
Alpino", oltre che lavorare stabilmente con Silvio Peron in "Senhal"
e "Compagnons Roulants".
E' oggi il più conosciuto violinista delle valli occitane d'Italia,
una zona dove la presenza di violinisti tradizionali era un tempo ben
documentata, ma dove la voga della fisarmonica riuscì a cancellare
quasi completamente questa tradizione, che è sopravvissuta fino
ai giorni nostri soltanto in Val Varaita, in pratica.
Gabriele ha sviluppato uno stile esecutivo energico e fantasioso ed
ha lavorato alla ridiffusione dello strumento con un'intensa attività
didattica, una mission di cui il progetto dell'ensemble "Viouloun
d'Amoun", che combina una dozzina di suonatori di varia provenienza
e di differenti capacità tecniche, debuttanti e veterani, ha
costituito uno sbocco naturale, dando visibilità e spessore alla
rinascita del violino popolare, che torna a risuonare sempre più
spesso nelle valli alpine.
Silvio e Gabriele rappresentano oggi la più popolare coppia di
suonatori delle valli occitane d'Italia, e la punta più avanzata
di una scuola musicale che si pone in una linea di continuità
con le radici della cultura occitana. Hanno raggiunto ormai un'intesa
eccezionale e dispongono di un repertorio molto ampio, che resta comunque
saldamente ancorato alle danze di questo versante delle Alpi. Gabriele
ha sostituito al fianco di Silvio il clarinettista e flautista Lele
Viola, che negli anni '80 ha lavorato a lungo in coppia con Peron, con
cui collabora ancora saltuariamente.
L'attività di Silvio e Gabriele si è consolidata con la
pubblicazione nel 1998 del loro primo CD, "Ballo delle valli occitane
d'Italia", una summa in 23 tracce di un repertorio che spazia dalla
Val Vermenagna alla Val Po e che viene riproposto in arrangiamenti originali
ed innovativi, pur nel pieno rispetto della tradizione: un approccio
non certo statico, ma che tende a rinnovare dall'interno, coniugando
rigore e creatività, il repertorio e i modi espressivi di una
tradizione che, anche grazie a loro, è oggi così ricca
e vitale.
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Silvio Peron
organetto, fisarmonica
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Gabriele Ferrero
violino
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Silvio Peron - Gabriele Ferrero
Ballo delle Valli Occitane d'Italia (1998)
Dalla presentazione al CD di Jan Peire de Bousquìer
(
) Nonostante che queste valli siano
attanagliate da problemi economici che sembrano insormontabili
(vi sono Comuni in cui lo spopolamento effettivo è del
99%), nonostante che la lingua d'oc non sia insegnata a scuola,
oggi le Valli Occitane esportano musica, esportano cultura.
Questo avviene con un'apertura verso l'esterno che ha profonde
radici nella civiltà occitana. Come nel Medioevo vi furono
numerosi trovatori che composero in lingua d'oc, pur essendo italiani,
catalani o casigliani, così oggi non sono rari gli studiosi
e gli interpreti di musica popolare che non sono originari delle
Valli.
Questo è anche il caso dei due musicisti di questo disco.
Non si tratta però di un'improvvisazione, o di un'esperienza
occasionale, ma di un rapporto costante, direi esclusivo, che
per Silvio Peron data dal 1981 e per Gabriele Ferrero da meno
tempo
perché è più giovane !
Silvio ha alle spalle sei dischi o musicassette a cui ha partecipato
in diversa misura (tra cui mi fa piacere ricordare il disco Muzìque
Ousitane 2 realizzato insieme), la partecipazione quale suonatore
alle Baìo di Roure del 1987, 1992 e 1997, la classificazione
al primo posto nel concorso di composizione musicale del Moulinet
(Sampeyre, 1986), corsi di insegnamento di organetto tenuti principalmente
in Val Vermenagna, infiniti concerti e serate di balli.
Gabriele, oltre ad avere già accumulato anche lui l'esperienza
di ben tre Baìo (Lou Vilà nel 1987, Roure nel 1992
e nel 1997), oltre a soggiornare periodicamente a Roure di Sampeyre
da molti anni, si è dedicato con particolare impegno allo
studio e alla didattica del violino popolare, nel solco della
grande tradizione della Val Varaita, che ha in Juzep da' Rous
il riferimento indiscusso.
Musicista di musica occitana, quindi, non si nasce ma si diventa.
Non è questione di titoli dati dalla nascita o dalla residenza,
ma di studio e di lavoro serio, approfondito, appassionato, con
la doverosa umiltà e il giusto rispetto verso la tradizione.
Certamente Silvio e Gabriele sono diventati profondi conoscitori
e padroni del linguaggio musicale delle Valli Occitane in Italia:
questa è la prima e fondamentale sensazione che si ha nell'ascolto
del disco. Non vi sono cedimenti al così detto liscio,
che per un secolo è stato un nemico implacabile della musica
popolare, riuscendo, in alcune Valli, a spegnerne la voce. Non
vi sono cedimenti alla musica rock, che da qualche anno ha assunto
il ruolo in precedenza svolto dal liscio.
Vi sono, invece, alcuni effetti timbrici, anche condizionati dagli
strumenti usati, che possono talvolta sorprendere l'orecchio non
abituato. Vi sono, qua e là, giochi armonici e interpretativi,
in parte tratti dalla tradizione ed in parte introdotti dai musicisti,
che vanno valutati sul piano della gradevolezza. Del resto, alcuni
grandi suonatori del passato, a cominciare da Jouann Bernardi,
introdussero innovazioni ben maggiori: le migliori sono ora inserite
a pieno titolo nella tradizione, senza che, in genere, se ne conosca
l'origine.
Tutto il lavoro, però, è mantenuto all'interno del
linguaggio musicale delle Valli Occitane, così come ognuno
parla le proprie lingue, compresa quella materna, con pronuncia,
accento ed espressività personali. (
)
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| DISCOGRAFIA |
Gabriele Ferrero
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Tùatha Dé Danann
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Aisling
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Autoproduz.
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1995
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Charta de Mar
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Il gioco dell’angelo
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Il Manifesto
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1997
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S.Peron e G.Ferrero
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Ballo delle valli occitane d’Italia
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Soulestrelh/Robi Droli
|
1998
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AA.VV.
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Rough Guide to the Music of Italy
|
World Music Network
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2000
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Compagnons Roulants
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Jan Senso Tero
|
Folk Club Ethnosuoni
|
2000
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Arco Alpino
|
Violons Traditionnels des Alpes
|
Modal
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2001
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Silvio Peron
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La Sourcino
|
Canti e balli del Cuneese…
|
Vivi Records
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1982
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Lou Dalfin
|
L’aze d’alegre
|
Prince
|
1984
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|
Da pare ‘n fieul
|
Veuli sent canté
|
Sombrero
|
1986
|
|
AA.VV.
|
Muzique Ousitane 2
|
Soulestrelh
|
1989
|
|
Maurizio Padovan
|
Muzique Ousitane 3
|
Soulestrelh
|
1991
|
|
Senhal
|
Musica delle valli occitane del Cuneese
|
Vivi Records
|
1992
|
|
S.Peron e G.Ferrero
|
Ballo delle valli occitane d’Italia
|
Soulestrelh/Robi Droli
|
1998
|
|
AA.VV.
|
E sulla terra faremo libertà…
|
Ist.Resistenza BI e VC
|
2000
|
|
AA.VV.
|
Rough Guide to the Music of Italy
|
World Music Network
|
2000
|
|
Compagnons Roulants
|
Jan Senso Tero
|
Folk Club Ethnosuoni
|
2000
|
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