Coup de Vent
Intervista di Jean Blanchard a Christian Maes e Emmanuel Pariselle
(Lettre d'information du Centre des Musiques Traditionnelles
Rhône-Alpes - CMTRA)
CMTRA: Christian Maes e Emmanuel Pariselle, avete entrambi
delle esperienze come suonatori di accordéon diatonique,
Christian per il repertorio irlandese con Broken Pledge, Emmanuel
per la musica cajun, con il gruppo French Alligators, e inoltre
suonate come duo di organetti da alcuni anni. Come fanno due
solisti, per definizione individualisti,a ritrovarsi in un
duo stabile?
Christian Maes : Emmanuel e io pratichiamo un sistema accompagnamento/melodia
in cui i due ruoli sono chiaramente ripartiti: Emmanuel si
occupa soprattutto dell'accompagnamento e del canto vocale,
io della melodia strumentale. Abbiamo delle tastiere differenti,
con una diversa resa sonora, ci completiamo a vicenda, tutto
qua. Suoniamo insieme molti stili differenti, ma poca musica
cajun e irlandese, appunto. Ci interessiamo a musiche di vario
genere, dalla canzone francese alle musiche tradizionali.
Se un pezzo funziona, lo facciamo.
Emmanuel Pariselle : Innanzitutto, Christian ha una carriera
come solista, e ha optato per il sistema irlandese Do#/Re,
che è veramente cromatico e bisonoro. Suona azionando
molto il mantice, la sua tastiera è davvero speciale,
ma peraltro è un po' limitato per quanto riguarda i
bassi, come tutti gli organettisti che usano questo sistema.
I bassi non sono veramente adattati, bisognerebbe trovare
qualcosa, io cerco, cerco!!!
Quanto a me, io non ho mai veramente lavorato come solista,
ho sviluppato soprattutto la tecnica di accompagnamento della
canzone nel corso delle mie tournée con Marc Robine,
poi con il gruppo French Alligators, con cui lavoravo principalmente
come supporto ritmico e armonico, poiché la parte di
solista era assicurata da Katherine Bersoux al mélodéon.
Dunque, mi sono piuttosto interessato allo stile di accompagnamento,
adattato al sistema di tastiera continentale Sol/Do, che io
utilizzo. E' un sistema perfetto per l'arricchimento ritmico
e armonico. Con Christian, ci completiamo, lui alla melodia,
io all'accompagnamento. Anch'io ho suonato musica irlandese
e molti tipi di musica tradizionale, e questo mi consente
di fare un po' di tutto, di andar d'accordo con Martin O'Connor
o Alister Anderson. E, d'altra parte, è proprio in
occasione di una tournée con Martin O'Connor, con cui
suonavo in duo, che ci siamo incontrati, Christian ed io.
CMTRA: Nel CD "Coup de Vent", prima incisione del
duo Maes-Pariselle non si ha l'impressione di ascoltare un
duo, ma una musica per un solo organetto suonato a quattro
mani. Qual'è il miracolo musicale che vi consente di
ottenere questo risultato?
C.M.: La prima cosa su cui entrambi siamo convinti, è
che bisogna lasciare che uno solo degli organetti suoni con
la mano sinistra, bassi/accordi. Questo garantisce una precisione
inarrivabile come base per il gioco melodico. Usare i bassi
su tutt'e due gli strumenti non funziona. Dopodiché,
ognuno ascolta con attenzione l'altro, arriviamo a impregnarci
di quello che suona l'altro, e a completarci: è un
lavoro d'équipe, il mestiere del musicista.
E.P.: Abbiamo un gusto comune, vediamo la musica allo stesso
modo. Quando si sceglie un pezzo, si cerca di rendere al massimo,
ognuno per conto suo, e quando siamo lanciati, il pezzo decolla.
E' difficile da spiegare, abbiamo una concezione della musica
molto energica, dove ognuno ha il suo ruolo. Quando si tratta
di un pezzo irlandese, Christian esegue la melodia e io l'accompagnamento,
se è una delle mie composizioni, si possono fare due
voci o un controcanto, ma in ogni caso abbiamo la stessa concezione
dinamica della musica, ed è questo che fa funzionare
il duo.
CMTRA: Emmanuel,con il CD "Coup de Vent"ci sono
stati molti articoli e recensioni sulla stampa, tutti positivi,
e in questa occasione hai parlato del "cuore della musica".
Cosa significa?
E.P.: L'ho detto io ? Diciamo che quando affronto una melodia
tradizionale quello che mi interessa è impregnarmi
dello spirito che animava il compositore del brano. E' una
cosa commovente, perché il pezzo ha attraversato molte
generazioni passando di bocca in bocca e io, al fondo della
catena, cerco di immaginarmi davanti a quale paesaggio e in
quale occasione il pezzo è stato creato, qual'è
la nota importante e che sequenza di accordi può mettere
in rilievo un determinato passaggio. Mi sforzo, sezionando
quel brano, di comprendere l'emozione del compositore.
CMTRA: Perché nel CD "Coup de Vent" avete
scelto quasi esclusivamente delle melodie in minore e che
differenza c'è, secondo voi, fra malinconia e nostalgia?
E.P.: In sostanza, io trovo i modi minori abbastanza calorosi.
Se sono giù di morale, l'ascolto di una melodia in
minore mi tira su, mentre un pezzo in maggiore avrà
la tendenza a buttarmi ancora più giù. Un pezzo
nostalgico non mi fa cadere nella malinconia. Il minore evoca
tante cose, ma non porta alla tristezza. Si dice che il minore
è triste, ma io trovo che sia nostalgico e caloroso,
piuttosto che malinconico.
C.M.: Per quanto riguarda la scelta delle melodie, sono pezzi
che ci piacciono e alcuni sono stati composti da Emmanuel,
che è molto orientato in questo senso, come in "Lever
du soleil à l'anse des hommes". Con le canzoni
si è impresso un certo colore nostalgico, la prossima
incisione sarà un po' differente.
CMTRA: Perché solo quattro canzoni in questo CD?
C.M.: Ne avevamo scelte molte, ne sono rimaste quattro. La
cosa funziona così, in base alla voglia di fare. Se
ci mettiamo d'accordo sull'idea e sulla realizzazione di una
canzone, la portiamo avanti.
E.P.: Non mi considero veramente un cantante , ma trovo che
il canto sia importante in un concerto, è un altro
modo per toccare il pubblico, e a me piace parlare, presentare
i pezzi con un certo stile, e la canzone con il suo testo
è un'estensione naturale di questo approccio. In concerto,
alterniamo due pezzi strumentali a ogni canzone. E' l'equilibrio
che abbiamo scelto.
CMTRA: Emmanuel, tu hai scelto i testi e le musiche delle
canzoni e ne hai scritte e composte due. Perché questo
ambiente di marinai, di canali e di chiuse?
E.P.: Ho passato la mia infanzia sul bordo dei canali, il
Canal du Midi, sono un pescatore incallito, e anche Christian:
ci ritroviamo ogni tanto con una canna da pesca in mano, e
se avessimo più tempo staremmo spesso sulle rive dei
fiumi. Resta sempre qualcosa nelle canzoni di questo universo
marinaresco, quando vedi passare una chiatta ti immagini molte
cose, i battelli, i marinai
; è affascinante,
è un universo di sogni, di viaggio interiore. E la
musica è anch'essa un viaggio, dunque sono due cose
che stanno bene assieme.
CMTRA: Quali sono i vostri progetti, comuni o personali?
E.P.: Abbiamo un nuovo CD in cantiere, con lo stesso equilibrio
tra strumentali e canzoni, e gli stessi collaboratori, James
Mac Gaw al contrabbasso, Bernard Montrichard alla chitarra
e Daniel Jeand'heur alle percussioni. Alla cornamusa inviteremo
Patrick Molard e, speriamo, Philippe Prieur. Per il resto,
siccome ho scritto una suite gavotte un po' chiassosa, abbiamo
chiesto a Erwan Hamon di venire a fare le parti di bombarda.
Didier Oliver, con cui lavoro in duo, suonerà violino
e mandolino in alcuni pezzi. Ci saranno delle musiche di varia
provenienza, delle composizioni, una canzone su "Le Café
du Port", manuale di sopravvivenza in un porto del Baltico.
C.M.: Lavoriamo in comune alla preparazione di un nuovo CD
con degli invitati, che sarà composto da canzoni, da
melodie tradizionali, dalla Turchia alla canzone francese,
passando per la musica klezmer, l'America del Sud, ampliando
il panorama del primo CD. Inoltre, per quando mi riguarda
sta per uscire il mio disco solo: è un progetto un
po' differente, si tratta di composizioni con dei musicisti
provenienti dal jazz, per sviluppare qualcosa di nuovo.
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