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CANTAVALLI 2002 - Presentazione
gruppi
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Il trio, di recentissima formazione, si dedica alla
rilettura della cultura llaniera, la musica folk della pianura fra Colombia
e Venezuela. I tre componenti vengono da esperienze diverse: Jose, che
fin da giovane ha studiato la chitarra e il cuatro, strumento caratteristico
del Venezuela appartenente alla famiglia delle chitarre, ha maturato una
lunga esperienza da busker. Jaime ha studiato sia le tradizioni popolari
che la musica classica, frequentando istituti come il Centro di Ricerca
di Musica Popolare. Enzo, l'unico elemento non autoctono, è stato
attivo sia nella scena jazz che in quella latino-americana. Gli sforzi
congiunti di questi tre musicisti hanno dato vita ad una musica molto
semplice armonicamente, ma estremamente complessa dal punto di vista ritmico,
che non intacca la purezza del genere. Il nome "Araguaney" è
stato scelto perché è l'albero nazionale del Venezuela che
gli indios Caribes chiamavano "Aravanei".
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JOSE' MANUEL PEREZ PENA
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- cuatro e strumenti popolari |
| JAIME ANTONIO VARGAS VACCA |
- arpa llanera |
| ENZO FRASSI |
- contrabbasso |
Il trio ARAGUANEY nasce in circostanze assolutamente
casuali nel 1988 dall'unione di tre musicisti attivi a Cremona.
Composto da cuatro, arpa venezuelana e contrabbasso, José
Manuel Pena, Jaime Antonio Vargas Vaccà ed Enzo Frassi si
fanno ora portavoce della cultura llanera, il folklore musicale
tipico della pianura colombo-venezuelana.
Josè Manuel Pena nasce a Caracas
nel 1956.Fin da giovane dedito allo studio della chitarra e del
cuatro (strumento caratteristico del Venezuela appartenente alla
famiglia delle chitarre) come autodidatta, ha intrapreso il suo
percorso artistico nel 1970, interpretando e divulgando la musica
dell'Altopiano. Le esperienze maturate nell'ambito di corsi di teatro
gli hanno permesso di "cucirsi addosso" la veste del "busker",
del musicista da strada, veste che gli ha permesso di mantenersi
e di divulgare il repertorio tipico della sua terra una volta lasciato
il Venezuela. Si è trasferito in Italia nel 1998 per frequentare
l'Istituto Internazionale di Liuteria A.Stradivari, e ha collaborato
con personaggi del calibro di Giuseppe Panzeca, mandolinista degli
Agricantus, insieme al quale ha dato vita ad una delle primissime
formazioni di musica llanera chiamata "Churum Meru'".
Jaime Antonio Vargas Vaccà è
nato a Tunja nel 1972, intraprende la sua attività musicale
con l'arpa llanera nel 1985, studiando presso istituti come il Centro
Ricerca di Musica Popolare. Nel 1987 dà vita alle prime formazioni
musicali locali chiamate "Llano" e "Cordillera"
e "Trio Instrumental Llanero" partecipando a vari concorsi
e festivals internazionali. Dopo aver conseguito la maturità
umanistica, intraprende nel 1992 gli studi di arpa classica presso
l'Università Pontificia Javeriana di Bogotà, per poi
trasferirsi nel 1995 a Milano dove tutt'ora frequenta la Civica
Scuola di musica. Nel 1989 la sua arpa venezuelana subisce dei danni,
così incontra Josè in qualità di liutaio.
L'unico elemento non autoctono del gruppo
è rappresentato dal bassista, nonché produttore, piacentino
Enzo Frassi. Attivo fin dal 1989 ha consumato le sue prime esperienze
musicali con gruppi di musica tradizionali emiliana, ed in seguito
si è dedicato al jazz e alla musica latino-americana. Ha
studiato sotto la guida del maestro Ares Tavolazzi e fa parte stabilmente
del quartetto a cui fa capo il chitarrista argentino Juan Carlos
Flaco Biondini (entrambi collaboratori di Guccini) e con quest'ultimo
ha registrato l'album "Live", una raccolta di tango e
milonghe realizzate attraverso una formazione musicale di contaminazione.
E' stato il suo primo contatto con la musica llanera. Nel 1994 si
è dedicato alla musica salsa e latin-jazz ed in seguito ha
indirizzato la sua attività verso la realizzazione del repertorio
llanero suonando con José Manuel Pena Perez. Attualmente
collabora con il fisarmonicista zingaro Alexian Santino Spinelli
ed insegna presso il CFM Arci di Cremona.
Gli sforzi congiunti di questi tre musicisti
hanno dato vita a "Mi Venezuela", un primo album del genere.
Si tratta di una musica molto semplice armonicamente, ma estremamente
complessa dal punto di vista ritmico. I brani, come del resto il
repertorio llanero, cantano le vicissitudini del contadino della
pianura colombo-venezuelana, del lavoro, della terra, degli animali,
delle donne e, spesso, in questa narrazione interviene una forte
dose di improvvisazione. Nonostante la formazione cuatro, arpa e
contrabbasso non sia quella originale ci troviamo di fronte ad un
tipo di "contaminazione" che, interpretandola attraverso
nuove aperture, non fa violenza allo spirito della musica llanera.
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"Mi Venezuela" 1999
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"EL ARAGUANEY"
-Tabebuia chrysantha - albero
nazionale del Venezuela. Il trio è nato da un venezuelano,
un colombiano e un italiano che utilizzano strumenti tipici di artigianato
locale: il cuatro, l'arpa llanera, le maracas, e si completa per
la performance di musica ad alto livello, con strumenti inseriti
nel tempo come sonorità complementare a questo genere musicale:
come il contrabbasso. Anche gli strumenti autoctoni hanno un legame
con il bacino mediterraneo, ad esempio il cuatro, è uno strumento
che deriva dalla vihuela e l'arpa llanera deriva dall'arpa antica
usata dai missionari per imporre il credo cristiano alle popolazioni
locali, incuriosendole e attirandole con la musica. Le maracas viceversa
sono l'unico strumento realmente locale. Il nome"Araguaney"
è stato scelto perché è l'albero nazionale
del Venezuela che gli indios Caribes chiamavano Aravanei e probabilmente
il nome non scientifico deriva dal fatto che durante la stagione
secca, mentre la natura soffre per la mancanza di acqua, l'albero
si copre di fiori dorati (aurei). Il maestro Romulo Gallegos (scrittore
venezuelano) descrive il bosco di Araguaneyes - vicino alla pianura
bruciata dalla siccità come un incendio "que llena de
aureos resplandores cuanto lo rodea". L'obiettivo principale
del trio è promuovere la musica llanera presso culture differenti
al fine di suscitare interesse e curiosità su questo genere
musicale e favorire la ricerca sulle radici di tale musica, viste
le mescolanze somatiche, linguistiche, culturali e storiche delle
popolazioni presenti nella zona
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LA MUSICA LLANERA
Nasce nel bacino idrografico
del fiume Orinoco, in Venezuela, dove è considerata la musica
folcloristica nazionale e si diffonde anche nella pianura orientale
della Colombia.Fenomeno della transculturizzazione tra i secoli
16esimo e 17esimo, che modifica profondamente le usanze delle regioni
assoggettate, la musica llanera viene utilizzata come mezzo di comunicazione
sia con l'uomo, sia con la natura circostante e accompagna le attività
lavorative, per la maggior parte contadine, nelle quali il cavallo
è il mezzo di trasporto per eccellenza degli abitanti del
luogo. Una musica soprattutto utilizzata dagli allevatori di bestiame
che si spostano attraverso le pianure -llanos- per accompagnare
i loro armenti al pascolo. Durante il canto, il grido caratteristico
del llanero(l'eco),è paragonabile al nitrito del cavallo,
al ruggito dei ghepardi, al muggito del toro, ovvero è la
conferma vocale della propria esistenza. Il joropo è il nome
che designa la musica llanera, il ballo , il canto e la festa dove
si manifestano le tre attività . Come danza e musica nazionale
del Venezuela,il joropo è rappresentato da diversi generi,
tra cui il "pasaje" e il "golpe" . Il "pasaje"
è un genere musicale lirico libero con il quale il compositore
canta l'amore , la natura , gli strumenti e gli animali che lo aiutano
durante il proprio lavoro.Il "pasaje" ricorda il valzer
nella sua struttura ternaria . Il "golpe" è un
joropo la cui sensazione armonica è , a differenza del "pasaje"
, dove la melodia viene costruita dal compositore, prestabilita
. Il "golpe " - di ritmo rapido - canta la vita pastorale
, ma è anche usata come musica di ribellione alla perdita
della propria identità . Esso viene usato anche per il ballo
del joropo dove l'uomo afferra per le mani la compagna e non la
lascia per tutta la durata del ballo. Nel "golpe" lo "zapateo"
è il movimento a suono di tacco prodotto dai ballerini. E'
interessante notare che un ballo simile è caratteristico
delle zone pianeggianti, le pampas a orizzonte aperto e dei gitanos;
altrettanto accade nel jarabe messicano e nella cueca cilena. Alcuni
studiosi incorporano come una variante del joropo il "seis"
da cui derivano il "seis corrido", il "seis numerado",
il "seis por derecho", la "catira" e il "pajarillo",
la cui caratteristica è l'urlo (l'eco) prima di cominciare
il canto. Una delle forme più particolari del joropo è
il "contrapunteo", una vera e propria sfida fra due cantanti,
copleros, che si alternano improvvisando testi nuovi, prendendo
come punto di partenza l'ultima frase cantata dal rivale; la creatività
sta nel rispettare sia la metrica, sia la rima. Joropo origina dall'arabo
"xarop" che significa sciroppo. Da "xarop" derivano
i termini "soropo": la capanna che costruivano i llaneros
con la Palma Real e joropo: la festa e la musica tradizionale della
comunità llanera, che balla e ascolta i ritmi dell'arpa e
delle maracas, del cuatro, della bandola e -a volte- del furruco
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