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LA CANTARANA - Presentazione
gruppi
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VERBANUS
"Itineranti"
Musiche per zampogna e ciaramella
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Gli zampognari viaggiano. Viaggiano da sempre.
Viaggiano e portano per il mondo la loro musica
Un duo composto da Ilario Garbani Marcantini, residente nel Canton Ticino,
e dal piemontese Carlo Bava, di Pallanza, sul Lago Maggiore. Due zampognari
nati nel Nord, ma innamorati delle vibrazioni prodotte da arcaici strumenti
del Mezzogiorno: li unisce la passione per la musica e, simbolicamente,
l'acqua che fluisce dai torrenti e scende verso sud attraverso il lago.
Da questa immagine nasce il nome "Verbanus", che riprende
la denominazione antica del grande specchio d'acqua prealpino che si
stende fra il Piemonte e il Canton Ticino.
Il duo nasce nel 1999 con un classico repertorio di musiche per il Natale.
Ben presto, però, le potenzialità ancora poco esplorate
di zampogna e ciaramella, e la voglia di ricercare nuove sonorità
fanno sì che la scelta del repertorio si orienti verso altre
musiche. Ciò permette una rivalutazione a pieno titolo di zampogna
e ciaramella come veri e propri strumenti musicali, non solo funzionali
ad una colonna sonora natalizia o alla tradizione folcloristica.
La leggenda vuole che San Francesco abbia inserito una coppia di suonatori
nel suo primo Presepe, e per secoli 'e zampugnare sono scesi a valle
in occasione delle Novene natalizie. Questi strumenti più che
millenari sono giunti a noi, in sostanza, inalterati nella loro arcaicità
soprattutto grazie a questa tradizione. La loro voce particolare è,
invece, capace di creare atmosfere suggestive in qualsiasi momento dell'anno.
Quella di Verbanus, quindi, è una riproposta di ampio respiro,
non limitata al repertorio classico del duo strumentale, ma aperta a
suggestioni nuove, con un'attenzione particolare per le musiche delle
Alpi Centrali, ma che spazia fino in Francia, Germania, Russia ed Inghilterra.
La scelta di Ilario e Carlo incontra l'immediato favore del pubblico
e dei critici e li porta, nel luglio 2001, a classificarsi terzi al
Concorso Internazionale per duo del Festival di Saint-Chartier, dove
Ilario è tornato per la prima volta quest'anno in qualità
di liutaio, presentando il modello di zampogna che utilizza, sviluppo
delle intuizioni del suonatore molisano Pietro Ricci, forse il più
noto zampognaro italiano, dal bordone a tre voci, che consente una maggiore
versatilità di impiego.
Ilario e Carlo hanno voluto chiamare il loro concerto, come il loro
primo CD, pubblicato nei mesi scorsi, "Itineranti", in onore
di una coppia di strumenti "girovaghi" per definizione. Un
concerto dove si presentano anche canti tradizionali e si introducono
sonorità nuove, nell'ottica di una piena valorizzazione delle
potenzialità espressive di due strumenti antichi, ma flessibili
ed attuali: un viaggio ideale nello spazio e nel tempo, per sfatare
alcuni dei più diffusi luoghi comuni sugli zampognari e per divertirsi
affrontando generi tra loro molto lontani.
| Il CD |
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1. GAVOTTE
da Terpsichore - Micael Pretorius, Germania, 1612
2. BUNASERA
Ilario Garbani Marcantoni - Svizzera, 2000
3. NOME DOLCISSIMO
Preghiera tradizionale - Regione insubrica
4. GOD REST YE MERRY GENTLEMEN
Carola tradizionale - Inghilterra
5. CAMMINO DI RONDA
Pietro Ricci - Italia, 1992
6. SIGNORE DELLE CIME
Bepi De Marzi - Italia, 1958
7. STROLIGA
Giovanni Galletti - Svizzera, 2000
8. LE RUBAN BLEU
Bourrée tradizionale - Berry, Francia
9. DI LA' DEL PONTE DI BIGNASCO
Tradizionale - Valle Maggia, Svizzera
10. QUANDO NASCETTE NINNO
Alfonso De' Liguori - Italia, 1750 ca.
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ILARIO GARBANI
Zampogna |
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| ZAMPOGNA
A CHIAVE MOLISANA
Monta un canneggio
composto da due canne melodiche, ritta e manca, e
da due bordoni. E' provvista di ance doppie e di una
sacca (tradizionalmente realizzata con la pelle di
una capra o di una pecora) che viene gonfiata dal
fiato dell'esecutore. L'accordatura si esegue regolando
l'apertura dei fori digitali mediante cera d'api.
Poiché il flusso d'aria è continuo,
la zampogna non è in grado di realizzare pause.
La tecnica esecutiva prevede quindi l'introduzione
di abbellimenti e diminuzioni in corrispondenza di
note lunghe o ripetute, lasciando le parti cantabili
alla ciaramella abbinata.
Ha origini molto antiche: pare che un suo antenato
possa essere considerato l'utricularium suonato da
Nerone. Le zampogne suonate da Ilario Garbani hanno
il bordone in grado di eseguire tre note, invece che
una. L'innovazione permette un notevole ampliamento
delle capacità armoniche e l'esecuzione di
un repertorio più vasto.
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Scopre l'universo musicale ad undici anni, grazie al Maestro
di canto Aldo Giroldi. Intraprende prima lo studio del flauto
dolce, poi quello della fisarmonica dal 1976.
Traq il 1980 e il 1992 svolge una ricerca etnomusicale in
Valle Onsernone, nel Canton Ticino, culminata nel 1992 con
la pubblicazione del Canzoniere delle Mea d'Ora, dal nome
del gruppo musicale del quale è stato, assieme a
Mauro Garbani, fondatore. Di questa formazione ha fatto
parte fino al 1990, svolgendo concerti a livello internazionale
e pubblicando nel 1987 il disco In miezz al camp.
Studia il baghet bergamasco con Valter Biella, le cornamuse
francesi con Gabriele Coltri a Milano, e si perfeziona nella
zampogna molisana con Piero Ricci di Isernia.
Collabora dal 1991 al 1994 con la "Scuola di musica
popolare Valle Verzasca", coordinando l'armonizzazione
e la registrazione del lavoro Il canto di una valle, pubblicato
nel 1993. Nel 1999 pubblica il disco Dumàgn l'è
Denedàl per il Museo Onsernonese.
Nel gennaio 2000 apre una Scuola di strumenti a sacca (cornamuse
e zampogne) in Canton Ticino e dal mese di settembre 2001
tiene corsi di cornamusa presso il Cantiere di Verbania
in collaborazione con la Cooperativa Ser.Gio.
Nel corso del 2002 apre un atelier di liuteria, dove vengono
costruite sia la ciaramella che la zampogna rinnovata.
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CARLO BAVA
Ciaramella |
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CIARAMELLA
E' composta da un lungo fuso che
termina con una campana ad esso avvitata. Ha otto
fori digitali anteriori e uno posteriore, intonati
secondo una scala diatonica. Monta un'ancia doppia
simile a quella dell'oboe. I legni più utilizzati
per la sua realizzazione sono: olivo, oleastro, acero,
bosso ciliegio, pero, albicocco, pruno.
Lo strumento viene suonato in duo con la zampogna
a chiave e sostiene le parti soliste. Per questa esigenza
di abbinamento la ciaramella viene costruita in più
misure, in relazione alle diverse tonalità
delle zampogne che l'accompagnano.
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Impara a suonare il sax soprano nel Corpo Filarmonico Cannobiese
a partire dal 1996.
Negli anni '70 suona, oltre che nel CFC in una Band di animazione
giovanile.
Si avvicina agli strumenti a sacca negli anni '90, studiando
con Valter Biella la cornamusa bergamasca e con Ilario Garbani
la zampogna molisana.
La sua formazione di strumentista ad ancia gli permette
di sperimentare nuove forme espressive con la ciaramella,
strumento inseparabile alla zampogna.
Con Nando Citarella intraprende nel 2000 lo studio dei ritmi
del Sud Italia.
Suona la cornamusa bergamasca (baghet) nella formazione
L'erba bona, che propone un repertorio di danze popolari
italiane ed europee.
Ha collaborato con il laboratorio di percussioni La pelle
che vibra nella sperimentazione di percorsi musicali multietnici.
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