CANTAVALLI 2003 - Presentazione gruppi
DOUNIA

"Cantiamo, per lo più in arabo, una certa idea della Mediterraneità…"

Dounia (un termine arabo che significa mondo, vita) nasce nel 1996 dall'unione di quattro musicisti provenienti da varie esperienze artistiche. Il loro intento risalta già dalle prime apparizioni in pubblico: la voglia di esplorare il panorama della world music, sviluppando nuove soluzioni musicali che ruotano intorno ai modi espressivi riconoscibili nel bacino del Mediterraneo, ma aperte verso altre influenze e suggestioni. Incentrando il loro progetto musicale sulla base di un set acustico, Dounia fonde la singolare vocalità mediorientale di Faisal Taher con un'inedita miscela di melodie, armonie, ritmi e suoni provenienti da ogni parte del mondo - affidando così ad ogni singolo strumento la prerogativa di esprimere, attraverso il proprio timbro, il fascino e le suggestioni della realtà culturale dalla quale proviene e alla quale si rifà, per tradizione ed evoluzione.
Il risultato supera ogni forma di contaminazione per creare un mondo espressivo dove, in un intreccio sonoro decisamente scarno, ogni nota, ogni suono, - anche il più piccolo, - acquista un valore fondamentale. Ne nasce così motivo di suggestione, fascino e stimolo per l'ascoltatore, cui è lasciato uno spazio di ascolto aperto e interattivo: lo spazio dell'immaginazione.

Dopo l'esordio discografico con il cd New World (AltroSud-il manifesto 2001), Dounia continua il suo percorso musicale e artistico, - già delineato con evidenza in questa opera prima, - con una serie di concerti in Italia e all'estero. Anche nei "live" le scelte intraprese dal gruppo sono di chiara risolutezza - così com'è nel loro intento. Tutto ciò, oltre a dare vita ad una performance densa e suggestiva, - uno spettacolo ricco, costituito da vari mondi musicali nei quali il gruppo si addentra e dai quali trae linfa vitale, - pone anche i presupposti per una musica sempre più propensa ad instaurare un rapporto esclusivo di fruizione e d'interazione con gli ascoltatori.
Dounia propone un concerto di brani inediti contenuti in New World ed altri appartenenti alla tradizione mediorientale. rielaborati e arrangiati secondo lo stile personale del gruppo.
Il quartetto ha partecipato con successo a numerosi festival nazionali ed internazionali: tra i più recenti, il Rossini Opera Festival 2002 a Pesaro, il Womad 2001 a Reading in Inghilterra, il 2° World Music Festival di Belo Horizonte in Brasile ed il Womad 2000 a Palermo.
Sono presenti nelle compilation: Disseminazioni - Altrosud/il Manifesto; Mastrarua - Musica &Suoni / R.T.I.
Pubblicano il loro primo cd New World nel 2001 - Altrosud/Il Manifesto.
Hanno composto le musiche per diversi spettacoli di teatro: Antonio e Cleopatra, Medea, Che farai Frà Jacopone, Il mio nome è Caino (tratto dall'omonimo libro di Claudio Fava); tutti per la regia di Ninni Bruschetta,
Due loro brani sono inseriti nella colonna sonora della fiction Un'isola d'inverno, prodotta dalla RAI, per la regia di Gianluigi Calderone, alle cui riprese hanno anche preso parte.
Per il cinema hanno collaborato al film Rimedi contro l'amore di Giovanna Sonnino.
Hanno prodotto il cd Far lunari di Cecilia Pitino (di prossima uscita), nel quale hanno suonato e del quale sono autori della maggior parte dei brani.
Con il poeta tunisino Moncef Ghachem hanno messo in scena il reading Dalle due sponde del mare bianco, Melodie, armonie e ritmi del mediterraneo per Moncef Ghachem

Discografia


2001 - Dounia New World - il manifesto - 070

2000 - AA.VV. Disseminazioni-SilaInFesta live - il manifesto

1998 - AA.VV Mastrarua - Musica&Suoni/RTI

Faisal Taher
voce
Vincenzo Gangi
chitarra e voce
Giovanni Arena
contrabbasso e voce
Riccardo Gerbino
percussioni

Dal CD "New World
GHOURBA
di F.Taher - A.Livoti - V.Gangi

 

Quanto è amaro, madre mia
vivere da straniero
tanto amaro da cambiare
anche il modo di guardare e di cantare
Figlio mio, perché sei così cambiato ?
Che ti è successo ?
Cosa ti ha cambiato ?
Il vivere straniero, madre mia,
ti offre delle occasioni
ma te ne fa perdere della altre
Il vivere straniero è amaro, madre mia,
ti fa gustare altri sapori
e maturare altre esperienze
C'è tristezza nel mio cuore
e consapevolezza di guadagnare tante altre cose