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CANTAVALLI 2003 - Presentazione
gruppi
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RURAL CAFÉ
S.Germano Chisone, Palazzetto dello Sport - Sabato 5 aprile
Sei musicisti del Sud-Est della Francia che si rifanno
al repertorio di canti e danze tradizionali di un'area che va dall'Ardèche
alle vallate delle Hautes-Alpes, con qualche sconfinamento nelle musiche
celtiche e uno stile personale condizionato dalle molte esperienze dei
componenti del gruppo: dalla riproposta rigorosa di canti e musiche
della tradizione locale, in rapporto all'attività di ricerca
svolta negli anni da Patrick Mazellier, violinista e fondatore dell'ensemble,
a nuove composizioni con un ampio spazio riservato all'improvvisazione
in chiave jazz, dove meglio si esprime la sensibilità musicale
del contrabbassista e del tastierista, alla ripresa di melodie irlandesi
o ispirate alla tradizione 'celtica', in cui emerge la cantabilità
dei flauti e del violino e il timbro distintivo del bouzouki.
Proprio per la presenza di un set molto vario di strumenti (flauti,
violino, bouzouki, contrabbasso, tastiere, percussioni etniche) Rural
Café si qualifica come Original Folkestra, e non a caso il loro
primo CD, pubblicato nel 2002 ed accolto con grande favore dalla critica
specializzata (il prestigioso periodico "Trad'Magazine" gli
ha attribuito il "bravo" della rivista, menzione speciale
assegnata alle più valide fra le nuove incisioni), s'intitola
"Les Couleurs du Cercle", un riferimento alle tante sfumature
espressive che la formazione è in grado di esprimere.
Un repertorio dove un rilievo particolare assumono le musiche da ballo,
in una proposta di spettacolo che normalmente si ripartisce in due parti,
concerto e ballo, secondo una formula abituale per la nostra rassegna:
innanzitutto le danze della loro regione di riferimento, a partire dal
rigodon nell'area più propriamente alpina, per arrivare a rondes,
bourrées, scottisch più diffuse nell'Ardèche e
nei territori confinanti con il Massif Central, ma anche musiche da
ballo di altre aree, dai mixer di origine irlandese ad esempi tratti
dal repertorio occitano del Sud-Ovest della Francia, sfaccettature diverse
di una pratica strumentale a cui l'approccio orchestrale del sestetto
conferisce coloriture timbriche differenti.
Al centro della formazione sta Patrick Mazellier, figura
importante nel processo di riscoperta e valorizzazione del patrimonio
culturale di quest'area, violinista e appassionato ricercatore fin dagli
anni '70, formatosi alla scuola dello studioso di Grenoble Charles Joisten.
Sul piano musicale, all'esperienza sul campo che lo ha portato a conoscere
ed analizzare lo stile di suonatori tradizionali come Emile Escalle
ha accostato gli studi fatti presso la Scuola jazz del CIM di Parigi
e l'amore per le musiche irlandesi. Attivo negli anni '70 nel gruppo
Absinthe, e nel decennio successivo insieme a Dominique e Aline Laperche
in un trio di riproposta della musica tradizionale dell'Ardèche,
costituisce negli anni '90 Rural Café, che riflette la sua concezione
della pratica musicale come esperienza di ampio respiro, ma facente
perno su solide radici, nel suo caso costruite scavando nel fertile
terreno culturale della Francia sud-orientale.
| Patrick Mazellier |
violino, voce |
| Patrick Chanal |
bouzouki |
| Christian Devaux |
contrabbasso |
| Karim Ben Salah |
percussioni etniche |
| Stéphane Vettraino |
pianoforte, sintetizzatore |
| Nicolas Zorzin |
flauti |
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Per approfondire la conoscenza di Rural Café, riportiamo
qui di seguito la traduzione di un articolo sul gruppo apparso
nel n°82 di Trad'Magazine (marzo-aprile 2002), a cura di Guillaume
Veillet, e la presentazione e l'elenco dei brani della prima incisione
del gruppo, "Les Couleurs du Cercle".
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RURAL CAFÉ
D'Ardèche et d'ailleurs
Alla base di "Rural Cafè" c'è Patrick Mazellier
personaggio unico del revival in Vivarais e Dauphiné. Quasi
tre decenni di ricerca gli hanno permesso di costituire un repertorio
unico. Egli ha voluto confrontare questi canti e danze "locali"
con sonorità venute da lontano che lo appassionano, come il
jazz, la musica celtica e quella orientale
.
Il Gruppo
Lo accompagnano in questa esperienza cinque accoliti. Provengono
da orizzonti musicali molto diversi e ciascuno porta il suo contributo.
Al bouzouki, Patrick Chanal, complice di vecchia data, regala inevitabilmente
un tocco d'irlandese all'insieme. E non è tutto, secondo
Patrick Mazellier: "Conosce anche molto bene sul piano melodico
e armonico la musica francese, per cui ha uno stile personale".
Karin Ben Salam alle percussioni (che suona peraltro con Patrick
Chanal, nel gruppo di Gillie McPherson) viene dalla musica tradizionale
del Maghreb.
Nicolas Zorzin ai flauti è uno specialista di musica antica.
Reclutato per un breve periodo nel 1999, non ha più lasciato
il gruppo. Infine Christian Devaux (al contrabbasso) e Stéphane
Vettraino (piano e sintetizzatore) suonano in diverse formazioni
jazz della regione lionese.
Il repertorio
Grazie a queste numerose influenze, Patrick può "giocare"
con il suo repertorio vivaro-alpino conservando lo spirito originario.
La Mazurca de Combloux, per esempio, viene da una ricerca realizzata
da Jean-Marc Jacquier (musicista e ricercatore e membro della Kinkerne)
più di 30 anni fa: " E' un pezzo molto "swing":
abbiamo cercato di dare agli arrangiamenti un po' di sapore delle
Antille in chiave jazz, che ci sta bene". Altro esempio e la
Polka à Joly, nata da frammenti di un pezzo che il violinista
René Joly aveva suonato a Patrick prima di morire.
Il tutto è stato adattato con influenze country e musette,
e altre ancora.
C'è sempre la volontà di variare i timbri e di ricercare,
a partire da una frase tradizionale, uno "swing rural".
Nel disco non ci sono soltanto pezzi strumentali, si sono ripresi
anche parecchi brani vocali.
L'Occitano
Molte delle canzoni raccolte da Patrick sono in lingua locale: l'occitano
occupa dunque un posto importante nel repertorio del gruppo. Patrick
confessa tuttavia "L'occitano è una lingua che io canto
più che parlarla. I miei nonni lo parlavano bene, i miei
genitori un po'
Apprezzo queste sonorità particolari
e le accentazioni ternarie, molto gradevoli da cantare."
D'altronde i violinisti desiderosi di padroneggiare il repertorio
sud-alpino hanno tutto l'interesse a conoscere la parlata locale.
"Per ben suonare certi pezzi al violino bisogna comprendere
la ritmica della pronuncia delle parole. E' particolarmente vero
per il rigodon".
Con tutto ciò, il gruppo non ha un approccio rigido alla
materia. E' una scelta artistica più che culturale. "Le
canzoni che sono belle in francese, le cantiamo in francese. Per
noi cantare in occitano non è un atto militante. E' prima
di tutto la bellezza del suono."
Odette Blanc-Gras
Cosi, una delle artiste tradizionali ad avere più colpito
Patrick canta in francese. E' una donna di Orcières, un paese
dell'Haut-Champsaur, nelle Hautes-Alpes.
La signora Odette Blanc-Gras, Patrick, che svolge delle ricerche
nella regione da più di una trentina d'anni la conosce bene,
E' una figura di primo piano in una ricerca recentemente pubblicata
su di una tradizione di canto collettivo, i renveillés. "Ho
preso l'abitudine di suonare con lei, perché nella tradizione
il renveillé si accompagna con il violino. A Champolèon
per esempio, alla Fête du Mouton, l'ho accompagnata davanti
a un gregge di montoni. L'idea di collaborazione discografica si
è fatta strada. "Ho voluto un renveillé sul disco
di Rural Cafè. Piuttosto di eseguirlo da solo al violino,
ho preferito coinvolgere Odette. Abbiamo registrato a casa sua in
cucina." Il tutto è stato poi remixato in studio. Si
resta sorpresi dalla bellezza della voce di questa cantante, oggi
settantenne.
Nel suo stile c'è tutta una storia.
"E' chiaramente un'interprete tradizionale: in particolare,
ha un rapporto con il tempo molto "tradizionale". Peraltro,
è una donna che ai suoi tempi ascoltava i grandi nomi del
varieté, come per esempio Edith Piaf. Questo si sente nel
suo utilizzo del vibrato."
E ci viene da pensare: chissà, se la signora Blanc-Gros fosse
bulgara o di Capoverde, potrebbe essere una star internazionale?
Un gruppo del territorio
Certo, si ritrova la signora Blanc-Gros solo sul disco, anche se
una qualche collaborazione sulla scena non sarebbe da escludere.
Rural Café resta un gruppo del territorio, che ama esibirsi
nei piccoli paesi, e nei caffè-concerti. La formula è
ben rodata, secondo Nicolas, il flautista: "Noi proponiamo
generalmente una prima parte sotto forma di concerto, perché
la gente si addentri nella nostra musica e nel suo ambiente. La
seconda parte è consacrata al ballo."
Il gruppo può essere accompagnato da due animatori ballerini,
che sono Jean-Pierre Mouly e Geneviève Chuzel. Abbiamo poi
uno spettacolo "Les Routes de la Soie" (Le Strade della
Seta), sulla sericultura nell'Ardèche, presentato per la
prima volta alla tenuta di Pradèl, a Mirabel, nel settembre
2000.
Ed infine, animazioni agli studenti e nelle scuole di musica per
sviluppare la conoscenza delle musiche tradizionali. Si cerca (perché
no ?) di passare il testimone alle nuove generazioni.
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LES COULEURS DU CERCLE
Musique traditionnelle du pays d'Ardèche
. et d'ailleurs
E' essenzialmente nel repertorio delle musiche tradizionali
del Sud-Est della Francia, del Vivarais (o, se si preferisce,
dell'Ardèche), del Dauphiné, della Savoie che
il gruppo Rural Cafè trova la fonte della sua ispirazione.
Un vasto territorio musicale, dalle Alpi alle Cévennes,
reale in seguito alle numerose ricerche (spesso inedite) effettuate
pazientemente presso cantori e suonatori di paese da una trentina
d'anni, ma nello stesso tempo portatore di un immaginario
popolare potente, che nasce dalla geografia dei luoghi e dal
peso della storia. Fino a poco tempo fa ancora, questo spazio
conteneva tradizioni musicali strumentali (violino, organetto,
flauti
), cantate (canti a ballo, reinveillé,
complainte
), e danzate (rigodon, vire, bourrée,
quadrille
) di grande varietà e di grande interesse
culturale.
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Oggi, al di là di una conoscenza approfondita delle fonti,
degli stili e delle forme musicali delle tradizioni regionali, questo
repertorio torna ad essere fonte di ispirazione, all'incrocio delle
culture di qui e d'altrove, permettendo così l'irruzione
nel nostro "villaggio globale" di nuovi colori che tuttavia
suonano familiari alle nostre orecchie.
I colori del cerchio sono dunque quelli di una tradizione regionale
ben presente e vicina, che si reinventa nel corso dei concerti delle
veglie e dei balli, dai pub ai caffè, dalle sale alle piazze
di paese, ma sono anche quelli che vi invitano a scoprire i musicisti
del gruppo Rural Café: eleganza melodica del flauto e raffinatezza
sottile nel fraseggio del violino, fratellanza di corde celtiche
e di ritmi del Mediterraneo, complicità tra lo swing del
piano e del contrabbasso
e come trovare il miglior modo di
chiudere il cerchio che invitando una giovane settuagenaria dalla
voce chiara e limpida come il canto del Drac Noir, che lei sente
scorrere sotto la sua finestra, a venire a cantare le renveillés
della sua giovinezza?
1) Polka à Joly
Un adattamento molto libero di una melodia tradizionale, omaggio
a un grande violinista della Val d'Arly, suonatore di quadrille,
registrato all'inizio degli anni '70 e scomparso troppo presto,
René Joly.
2) Lo mes d'abrièu s'es en anat
Questo canto di questua nel mese di maggio è molto
popolare nella zona delle Boutieres e nel centro dell'Ardèche.
La nostra versione proviene dalla regione si Privas.
3) En attendant Cath
Le rêve du diable
Due reels, una composizione di maniera e un grande classico
che fanno parte del programma di ballo di Rural Cafè
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4) Suite de rigodons "géographiques":
Las fillas della z'eiras
Ma maïre n'avio qu'un agneù
Veni ve lou riou
Tre rigodons nella versione strumentale e cantata, raccolti a Mens
(Trièves) Saint Gineys (Coiron) e Molines (Champsaur)
5) Rondes du Coiron
Adattamento di un canto tradizionale eseguito in origine da Roger
Liotard, che con suo fratello Milou ha conservato la memoria cantata
di questa regione dell'Ardèche, fra cui dei ritornelli per
ballare vires, rigodons e rondes.
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6) Adieu Privas
7) Rigodon de Genestelle
Rigodon de Manse
Due melodie tradizionali provenienti rispettivamente dal Vivarais
e dal Champsaur
8) Renveillez-vous belle endormie
9) Mazurka de Combloux
Adattamento di una melodia originale registrata da un violinista
di Combloux (Haute Savoie) all'inizio degli anni '70
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10) Pat Burkes'jig - The stool of repentance
Suite di jigs originarie rispettivamente d'Irlanda (Donegal) e delle
isole Shetland
11) Rossignolet sauvage
12) Suite vivaraise: La belle rayole - Bourrée à
Bela
Due composizioni che si ispirano ai modi espressivi utilizzati nelle
bourrées dai cantori e dai suonatori del Vivarais e più
generalmente di tutto il Massif Central.
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