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CANTAVALLI
2003 - Presentazione gruppi
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YOLDA
Lyon, Marâkech, Istanbul
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Yolda sta per cammino, percorso, ed è appunto un itinerario
suggestivo quello che ci propongono i tre componenti di questo gruppo
di recente costituzione, lungo un'ideale "via della seta",
che parte dalla regione di Lyon, dove risiedono i musicisti, e dove
il clarinettista e armonicista Jean-Luc Peilhon ha sviluppato la
sua carriera artistica, attraverso l'Africa del Nord, terra di origine
del percussionista marocchino Abdelati Elboussehabi, per approdare
nella penisola turca, al crocevia di Istanbul, città sospesa
tra oriente ed occidente, fino ai monti dell'Anatolia, in un paesaggio
aspro ed affascinante che rivive nel canto e nelle sonorità
etniche del liuto di Nadir Ipek
.I tre musicisti esplorano a modo loro un repertorio di brani strumentali
della musica classica turca composti durante il
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periodo ottomano
e di canti tradizionali di Rumelia ed Anatolia: Nadir con la passione
di un esule innamorato di una cultura ancestrale di cui ha approfondito
tutti gli aspetti nei suoi anni di studio al Conservatorio di Istanbul;
Abdel e Jean-Luc in modo più intuitivo, apportando ognuno un
contributo originale, nutrito di influenze diverse (varianti ritmiche
ed armoniche, libertà di improvvisazione, proposta di nuove
composizioni in stile tradizionale
).
Lungo un itinerario che assume come riferimento e destinazione ideale
la mitica città di Istanbul, la musica di Yolda nasce dalla
sintesi di tre sensibilità differenti,dalla personalità
di artisti dalla riconosciuta padronanza strumentale, ricchi di forza
espressiva e portatori di molteplici influenze culturali. |
La carovana di Yolda è formata da:
Nadir IPEK: liuto orientale e canto
Studia otto anni ai Conservatori d'Együp e di Caferagha
a Istanbul 'makams' e 'usûl' della musica classica ottomana
(peshreus e semaïs) e Soufi; si esibisce ad Istanbul, Izmir,
Edirne, Ankara,
Si trasferisce in Francia nel 1999; suona
come solista o in formazioni miste proponendo brani tradizionali
turchi, greci e balcanici (syrtos, longas e karshilamas).
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Jean-Luc PEILHON: armonica a bocca
e clarinetti in Sol e Sib
Nutrito da molteplici influenze musicali, sviluppa uno stile
personale lavorando in gruppi come "Loucine" (musica
balcanica e manouche), "Connivences" e "Emoi
d'abord", o con musicisti quali Michel Boiton e Jean-François
Baez. Considerato uno dei massimi specialisti francesi dell'armonica
a bocca, è stato richiesto anche come compositore o solista
da ensemble di danza contemporanea o da chansonniers come Pascal
Carre o Nilda Fernandes
Ha al suo attivo un CD solo ("Le
chant des artisans"), dove presenta principalmente proprie
composizioni, e varie incisioni con le formazioni e i musicisti
con cui ha collaborato. |
Abdelati ELBOUSSEHABI: darbouka, bendir
Musicista e compositore, si applica inizialmente alla musica
afro-cubana, poi si avvicina al jazz ed esplora le forme ritmiche
proprie dell'Africa settentrionale, sua terra d'origine, lavorando
con Patrick Bouffard nella formazione "Transept" e
nel gruppo da lui formato, "Karakib".
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| La musica tradizionale turca
La musica della Turchia presenta una grande ricchezza e varietà
strumentale: dalle esibizioni dei Dervisci, la forma coreografica
più spettacolare e popolare in Occidente, legata all'ordine
religioso dei Mevlevi, alle musiche di ispirazione religiosa e di
carattere mistico come il Sufi o la musica Asik; alle danze regionali,
come lo halay, a catena, lo zeybek, energico ballo maschile in uso
sulla costa del Mar Egeo, lo hora e il karsilama, a coppie. La tradizione
classica di origine ottomana, è caratterizzata dalla presenza
dei makam, modi espressivi costruiti liberamente su delle strutture
melodiche definite, dove largo spazio ha la tecnica del taksim,
improvvisazione strumentale che precede e segue dei brani cantati
di origine antica; un'altra caratteristica della musica tradizionale
turca è la presenza di disegni ritmici che regolano la struttura
compositiva, definiti usul. Le forme espressive più moderne,
legate all'influenza araba, vengono etichettate come Arabesk.
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Nella tradizione rurale gli strumenti più diffusi sono dei
liuti dal manico lungo e stretto, della famiglia dei saz, il più
diffuso dei quali è il tambur, mentre nel repertorio classico
predomina l'ud, altro tipo di liuto, accanto al klarnet (clarinetto
di metallo diffuso dalle bande militari), al kemence (violino che
si suona tenendolo verticalmente sulle ginocchia), a un lungo flauto
denominato ney, e a percussioni varie, dove spicca la darbuka, il
def, tamburo a cornice e il kudum, coppie di piccoli tamburi percossi
con delle bacchette.
Chi fosse interessato ad approfondire la materia può consultare
il sito del Ministero della Cultura Turco (www.kultur.gov.tr), in
francese ed inglese; un'ampia scelta di brani musicali dell'area
è disponibile al sito www.turkishmusic.org.
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