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Come scrive Stéphane nel dépliant di presentazione
del gruppo: "Musica tradizionale rivisitata dal jazz o lettura
jazzistica della musica tradizionale ? Poco importa; il limite
è tracciato più nelle nostre teste che nei nostri
cuori. Se però esistono dei territori distinti, noi ci
troviamo ad operare proprio sulla linea di frontiera, e nella
diversità troviamo motivo di arricchimento".
La filosofia che ispira sul piano musicale l'azione de Le Sindrome
è ben espressa in questa intervista a Stéphane Méjean,
realizzata recentemente da Jean Blanchard e pubblicata nel n.52
della Lettre d'Information del CMTRA (Centre de Musique Traditionnelle
en Rhone-Alpes). La traduzione è nostra.
"ARRICCHIAMOCI DELLE NOSTRE DIFFERENZE"
Intervista con Stéphane Méjean a cura di Jean Blanchard
CMTRA: Le Syndrome de l'Ardèche ha appena festeggiato
l'uscita del suo secondo CD, qual è il percorso musicale
del gruppo, dei suoi componenti ?
S.Méjean: Ho creato Le Syndrome de l'Ardèche
nel 1998 per riunire i due differenti universi musicali che da
sempre mi appassionano: la musica tradizionale e il jazz. La formula
di partenza era soprattutto tipo fanfara di strada, ma oggi suoniamo
sia in concerto che all'aperto. Da allora siamo intervenuti un
po' dappertutto, dalle feste patronali ai festival jazz. Oggi
esce il nostro primo CD, in effetti, perché l'altro era
in realtà un demo.
I componenti del gruppo hanno tutti dei percorsi musicali differenti
e vari: folk, canzone d'autore, jazz, rock; è questa, alla
fin fine, la nostra forza, ma è anche questo stato di cose
che mi costringe a mantenere continuamente un controllo estetico
per evitare, appunto, che venga meno il carattere unitario della
proposta.
CMTRA: Quali sono le influenze musicali ?
S.Méjean: Le influenze musicali essenziali sono
la musica tradizionale francese e il jazz. Quanto alla musica
tradizionale, è quella del Massif Central e dintorni, con
qualche tocco esotico ! Penso all'Irlanda, perché i miei
numerosi soggiorni nell'isola hanno necessariamente lasciato delle
tracce nel mio cervello di cittadino dell'Ardèche, ma questo
vale più per la forma che per la sostanza.
I gruppi folk francesi degli anni '70 e 80 (Absinthe, La Bamboche,
Lo Jai, Malicorne) sono anche loro responsabili di questo disastro
!
Per quanto riguarda il jazz, è piuttosto il periodo cosiddetto
"moderno" con i suoi approcci modali che mi interessa,
Miles Davis, John Coltrane, per citare i nomi più significativi,
musicisti che in effetti si interessarono alle musiche tradizionali,
guarda caso.
CMTRA: Come viene elaborato il repertorio ?
S.Méjean: Il repertorio proviene dalle musiche tradizionali,
raccolto sul campo o ritrovato in pubblicazioni, e riarrangiato
da me. Ci sono anche numerose nuove composizioni. Val la pena
di segnalare, inoltre, che quasi tutti i pezzi che eseguiamo si
possono ballare, in un modo o nell'altro.
CMTRA: A che serve l'improvvisazione ?
S.Méjean: A niente ! Se non altro, permette di sollevarsi
da terra tenendo i piedi al suolo, di proiettarsi nel cosmo cercando
di far condividere, di raccontare il proprio viaggio all'uditore:
il tutto in tempo reale, ovviamente.
Ne Le Syndrome, si combina il carattere armonico dell'organetto
con le cornamuse, che lavorano soprattutto in ambito modale: è
questo il segreto della ricetta, che fa sì che la salsa
si amalgami.
Se c'è un segreto, alla fine, nasce semplicemente dalla
consapevolezza delle caratteristiche specifiche degli strumenti,
dal tener conto della presenza dei bordoni e dal fare eseguire
all'organetto delle armonie nel rispetto appunto della modalità.
L'armonizzazione modale è usata molto spesso nel jazz.
CMTRA: Che ne pensi del métissage musicale, dell'incontro
fra generi e stili diversi, sempre più praticato oggigiorno
?
S.Méjean: "Arricchiamoci delle nostre differenze"
diceva Giraudoux. Al di là dei fenomeni di moda, evidentemente,
trovo tutto ciò interessante, perché permette alla
gente di conoscere altre culture, compresa la loro, che molto
spesso ignorano ! Non dimentichiamoci, infatti, che "la musica
del mondo è anche la musica di qui". Per me, i métissages
più riusciti sono quelli che rispettano il sapore originario
e originale di una musica, se no si cade facilmente nell'insipido.
Penso inoltre che per combinare efficacemente diversi ingredienti,
bisogna conoscerli a fondo !
CMTRA: Quali sono i prossimi progetti ?
S.Méjean: Suonare dappertutto e il più spesso
possibile; abbiamo anche un progetto di carattere residenziale
in Ardèche che ci piacerebbe portare a termine.
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