CANTAVALLI 2004 - Presentazione gruppi

LE SYNDROME DE L'ARDECHE
Jazz & traditions nouvelles du Vivarais et des Cévennes
Costituito nel 1998, Le Syndrome de l'Ardèche nasce da un'intuizione di Stéphane Méjean, saxofonista jazz, ma anche suonatore di cornamusa, originario e residente proprio nella regione dell'Ardèche. L'idea è quella di combinare in un progetto originale lo stile jazz modale da lui preferito, che ha come riferimenti Miles Davis e John Coltrane, e le musiche tradizionali diffuse nella Francia Centrale e Sud-Orientale.
Il gruppo inizia a lavorare essenzialmente come piccola orchestra itinerante, adatta ad interventi di animazione all'aperto, sullo stile delle Marching Bands da parata attive un tempo nel sud degli Stati Uniti, che mescola influenze blues e jazz. Ben presto, però, Le Syndrome sviluppa un repertorio ampio, caratterizzato, accanto a brani della tradizione personalizzati secondo lo stile espressivo dell'insieme, dalla presenza di nuove composizioni che ben rappresentano il tentativo di sintesi di influenze diverse che sta alla base dell'identità del gruppo. L'ambito di azione del sestetto si allarga, toccando
anche situazioni da concerto, con un'attività che spazia dalle feste patronali ai festival folk e jazz, superando gli steccati esistenti fra i diversi generi musicali ed interessando un pubblico potenzialmente molto più vasto.
Nel 2001 esce un primo CD courte durée del gruppo, che contiene sei brani, e che costituisce un primo punto fermo nell'evoluzione del loro stile personale, ma la prova della maturità arriva alla fine dell'anno scorso, con l'uscita per le edizioni Modal di "Mastic Central", un CD completo, dove lo sforzo di métissage appare più compiuto, sospeso tra libertà espressiva e sonorità etniche, in direzione di una modalità esecutiva dalla chiara impronta jazzistica, aperta verso l'improvvisazione, ma dove l'ascendente folk è ben radicato, e trova efficace traduzione nei canti tradizionali interpretati dalla voce intensa di Isabelle Bazin.

Come scrive Stéphane nel dépliant di presentazione del gruppo: "Musica tradizionale rivisitata dal jazz o lettura jazzistica della musica tradizionale ? Poco importa; il limite è tracciato più nelle nostre teste che nei nostri cuori. Se però esistono dei territori distinti, noi ci troviamo ad operare proprio sulla linea di frontiera, e nella diversità troviamo motivo di arricchimento".

La filosofia che ispira sul piano musicale l'azione de Le Sindrome è ben espressa in questa intervista a Stéphane Méjean, realizzata recentemente da Jean Blanchard e pubblicata nel n.52 della Lettre d'Information del CMTRA (Centre de Musique Traditionnelle en Rhone-Alpes). La traduzione è nostra.

"ARRICCHIAMOCI DELLE NOSTRE DIFFERENZE"
Intervista con Stéphane Méjean a cura di Jean Blanchard

CMTRA: Le Syndrome de l'Ardèche ha appena festeggiato l'uscita del suo secondo CD, qual è il percorso musicale del gruppo, dei suoi componenti ?
S.Méjean: Ho creato Le Syndrome de l'Ardèche nel 1998 per riunire i due differenti universi musicali che da sempre mi appassionano: la musica tradizionale e il jazz. La formula di partenza era soprattutto tipo fanfara di strada, ma oggi suoniamo sia in concerto che all'aperto. Da allora siamo intervenuti un po' dappertutto, dalle feste patronali ai festival jazz. Oggi esce il nostro primo CD, in effetti, perché l'altro era in realtà un demo.
I componenti del gruppo hanno tutti dei percorsi musicali differenti e vari: folk, canzone d'autore, jazz, rock; è questa, alla fin fine, la nostra forza, ma è anche questo stato di cose che mi costringe a mantenere continuamente un controllo estetico per evitare, appunto, che venga meno il carattere unitario della proposta.

CMTRA: Quali sono le influenze musicali ?
S.Méjean: Le influenze musicali essenziali sono la musica tradizionale francese e il jazz. Quanto alla musica tradizionale, è quella del Massif Central e dintorni, con qualche tocco esotico ! Penso all'Irlanda, perché i miei numerosi soggiorni nell'isola hanno necessariamente lasciato delle tracce nel mio cervello di cittadino dell'Ardèche, ma questo vale più per la forma che per la sostanza.
I gruppi folk francesi degli anni '70 e 80 (Absinthe, La Bamboche, Lo Jai, Malicorne) sono anche loro responsabili di questo disastro !
Per quanto riguarda il jazz, è piuttosto il periodo cosiddetto "moderno" con i suoi approcci modali che mi interessa, Miles Davis, John Coltrane, per citare i nomi più significativi, musicisti che in effetti si interessarono alle musiche tradizionali, guarda caso.

CMTRA: Come viene elaborato il repertorio ?
S.Méjean: Il repertorio proviene dalle musiche tradizionali, raccolto sul campo o ritrovato in pubblicazioni, e riarrangiato da me. Ci sono anche numerose nuove composizioni. Val la pena di segnalare, inoltre, che quasi tutti i pezzi che eseguiamo si possono ballare, in un modo o nell'altro.

CMTRA: A che serve l'improvvisazione ?
S.Méjean: A niente ! Se non altro, permette di sollevarsi da terra tenendo i piedi al suolo, di proiettarsi nel cosmo cercando di far condividere, di raccontare il proprio viaggio all'uditore: il tutto in tempo reale, ovviamente.
Ne Le Syndrome, si combina il carattere armonico dell'organetto con le cornamuse, che lavorano soprattutto in ambito modale: è questo il segreto della ricetta, che fa sì che la salsa si amalgami.
Se c'è un segreto, alla fine, nasce semplicemente dalla consapevolezza delle caratteristiche specifiche degli strumenti, dal tener conto della presenza dei bordoni e dal fare eseguire all'organetto delle armonie nel rispetto appunto della modalità. L'armonizzazione modale è usata molto spesso nel jazz.

CMTRA: Che ne pensi del métissage musicale, dell'incontro fra generi e stili diversi, sempre più praticato oggigiorno ?
S.Méjean: "Arricchiamoci delle nostre differenze" diceva Giraudoux. Al di là dei fenomeni di moda, evidentemente, trovo tutto ciò interessante, perché permette alla gente di conoscere altre culture, compresa la loro, che molto spesso ignorano ! Non dimentichiamoci, infatti, che "la musica del mondo è anche la musica di qui". Per me, i métissages più riusciti sono quelli che rispettano il sapore originario e originale di una musica, se no si cade facilmente nell'insipido. Penso inoltre che per combinare efficacemente diversi ingredienti, bisogna conoscerli a fondo !

CMTRA: Quali sono i prossimi progetti ?
S.Méjean: Suonare dappertutto e il più spesso possibile; abbiamo anche un progetto di carattere residenziale in Ardèche che ci piacerebbe portare a termine.

Isabelle Bazin: organetto, voce
Joannès Kotchian: basso tuba, mandola
Pierre-Vincent Fortunier: cornamusa, violino
Christopher Ladret: percussioni
Dominique Gente: tromba, bugle
Stéphane Méjean : cornamuse, sax
Informazioni dettagliate sull'attività de Le Syndrome de l'Ardèche sono reperibili nel loro sito Internet, all'indirizzo: http://perso.wanadoo.fr/le.syndrome/