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Ultimo aggiornamento:
25-Giu-2010
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Programmi
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"Cantavalli" nasce nel 1987, da una
proposta che l'Associazione Culturale "La Cantarana" fa alla
Comunità Montana Valli Chisone e Germanasca. La Cantarana
lavorava fin dalla seconda metà degli anni '70 come gruppo
di ricerca e riproposta della musica tradizionale delle due
valli: la ricerca, in particolare, era stata condotta in
modo capillare nell'area valdese, l'inverso della bassa Val
Chisone e la Val Germanasca, mentre il gruppo musicale aveva
montato un concerto basato in gran parte sul materiale
raccolto sul campo, allargato alle danze occitane delle
altre vallate alpine.
Verso la metà degli anni '80, però, la spinta che si era
impressa all'attività di ricerca, che aveva prodotto fino ad
allora due musicassette di registrazioni dal vivo di cantori
e suonatori locali, e un libro sui lavori tradizionali della
Val Germanasca (oltre alle incisioni di riproposta), tende a
venir meno, e prevale la preoccupazione di ridiffondere in
forme nuove e più incisive la ricchezza del patrimonio
popolare, di coinvolgere un pubblico più ampio attraverso
iniziative di maggior respiro.
"Cantavalli" è nato un po' come risposta a quest'esigenza:
l'idea era quella di realizzare una manifestazione per
presentare una scelta significativa di quelle proposte che
riprendevano con rigore ed efficacia il repertorio
tradizionale, con un occhio di riguardo ovviamente alla
situazione locale e regionale: la dimensione ricercata si
può sintetizzare nell'espressione "musique vivante", che si
affermò poi in Francia nel circuito musicale "trad". A ciò
si aggiungeva la considerazione, più di mercato, che il
circuito folk era piuttosto ristretto nel Pinerolese
rispetto alle potenzialità che parevano esserci, e sembrava
il momento propizio per smuovere le acque in quella
direzione, auspicando che l'aumento dell'interesse da parte
del pubblico e degli operatori creasse nuovi spazi per i
gruppi e i suonatori che lavoravano in quell'ambito. Per
garantire il massimo di accessibilità alla popolazione
locale, la Comunità Montana (allora il Presidente era
Gerolamo Sola e l'Assessore alla Cultura, che si occupò
direttamente della vicenda, Erminio Ribet) suggerì inoltre
la formula della rassegna itinerante, che costituì una delle
caratteristiche originali della proposta, e, contribuì
certamente al successo che arrise all'iniziativa.
Allora il folk-revival rappresentava una realtà
relativamente consolidata in Piemonte, e su questo
retroterra si basò la prima edizione della rassegna: la
Comunità Montana sostenne la manifestazione con uno
stanziamento limitato, ma sufficiente a mettere in piedi un
programma che d'altra parte era da considerarsi
sperimentale, per saggiare l'interesse esistente verso
questo tipo di proposta. Si decise inoltre di puntare sui
mesi tra inverno e primavera, evitando il periodo estivo,
troppo pieno di iniziative, in modo da limitare la
concorrenza e godere di un maggior risalto sulla stampa
locale. Il coinvolgimento a livello organizzativo delle
Associazioni Locali, in genere Pro Loco, diventava inoltre
importante, per assicurare alle proposte un maggior
radicamento sul territorio: si adottò quindi il metodo,
tuttora vigente, di definire il programma in un incontro
preliminare coordinato dalla Comunità Montana, con la
partecipazione degli operatori locali che davano la loro
adesione. In questi anni, fra l'altro, il decentramento dei
concerti ha interessato, in parte a rotazione, quasi tutti i
Comuni delle due valli, ad eccezione di Salza di Pinerolo in
Val Germanasca ed Usseaux in Val Chisone, che non dispongono
di strutture adeguate.
Così "Cantavalli" ebbe inizio il 14 marzo con un concerto
della Cantarana ad Inverso Pinasca, seguito da altre sei
serate, tutte ad ingresso libero, secondo un approccio
"politico" allora largamente diffuso, ma anche a fini
promozionali e a sancire il carattere "popolare" della
manifestazione, con altrettante formazioni locali (fra gli
altri intervennero anche la Badia Corale Val Chisone e il
gruppo folcloristico Lou Pradzalencs). L'edizione
successiva, nel 1988, contava già undici appuntamenti, di
cui uno con un gruppo francese ("La Kinkerne" dalla Savoia),
inaugurando quel rapporto preferenziale con le realtà
transalpine che divenne una caratteristica della rassegna,
pienamente giustificato dalla posizione di confine delle due
valli e dai legami storici e culturali, e, non ultimo,
linguistici, con l'altro versante delle Alpi. L'ampliamento
del programma naturalmente comportò uno stanziamento molto
più consistente da parte della Comunità Montana, e configurò
una precisa scelta da parte dell'Ente pubblico di investire
in questa direzione.
Dal 1988 la strada si fece in discesa, senza grosse
difficoltà, e con dei progressivi aggiustamenti rispetto
alla linea iniziale. Il più importante fu forse
l'affermazione della formula concerto-ballo, che costituisce
attualmente uno degli aspetti portanti della rassegna, che
fa sì che le serate non si esauriscano al termine del
concerto, ma proseguano con il coinvolgimento del pubblico
nelle danze in una seconda parte "aperta", momento
d'incontro in una dimensione schiettamente informale. Questa
innovazione (che non era affatto prevista nelle ipotesi di
partenza, perché nel 1987 il bal folk era ancora una realtà
embrionale) non fu che la presa d'atto e
l'istituzionalizzazione di un'evoluzione del tutto
spontanea: al termine dei concerti, qualche suonatore
presente, su richiesta, prendeva lo strumento e animava le
danze, dapprima per pochi appassionati, poi per un'utenza
sempre più numerosa, tanto che si decise, a partire dal
1990, di dar corso ufficiale a questa formula, almeno nei
locali in cui la struttura e lo spazio lo consentivano. Ciò
da una parte causò delle tensioni sul lato dei costi, perché
si trattava spesso di pagare un altro gruppo, oltre a quello
titolare del concerto, ma dall'altro consentì di aprire
degli spazi significativi alle formazioni locali, che
difficilmente riuscivano ad accedere alla prima serata.
In effetti, "Cantavalli", da manifestazione orientata in
un primo momento verso le formazioni locali è sempre più
diventata una "vetrina" di proposte di respiro
internazionale e di livello qualitativo elevato. Nel 1992 si
sono invitati per la prima volta musicisti inglesi, e in
seguito sono intervenuti gruppi e solisti da varie nazioni
d'Europa (Germania, Irlanda, Repubblica Ceca, Russia,
Svezia, Svizzera, Ungheria), arrivando in un paio di
occasioni agli Stati Uniti e all'Africa. Anche il panorama
italiano è risultato comunque ampio, coprendo tutte le
regioni del Nord e parte del Centro, ma lasciando fuori
ancora gran parte del Meridione.
In questa evoluzione ha influito sia l'allargamento del
circuito folk a una dimensione "globale" (la world music,
appunto), sia la volontà di ampliare gli orizzonti culturali
e di favorire la conoscenza e il confronto con altre realtà,
in una società sempre più integrata a livello europeo e
aperta all'immigrazione. In questo processo di
trasformazione si è però proceduto con gradualità e cautela,
per gli ovvi condizionamenti di natura economica, saggiando
gli orientamenti del pubblico, che sembra prediligere la
musica celtica e comunque dell'area continentale, più che
quella mediterranea o "etnica".
Gli altri aggiustamenti intervenuti in itinere sono stati
l'inserimento nella programmazione della Città di Pinerolo,
dal 1994, come Comune capofila dell'area, con una gestione
finanziaria a parte, e l'introduzione di un ingresso a
pagamento, sempre dal 1994, sia per limitare la quota a
carico della Comunità Montana, sia come scelta di fondo, a
riconoscimento dell'innalzamento degli standard qualitativi
assicurato dalle proposte presentate, un'innovazione che è
stata nell'insieme accolta favorevolmente, anche per la
fissazione di un biglietto d'ingresso a prezzo politico
(Lire 7.000 nel 1994, poi portate a 8.000 l'anno seguente e
a 10.000 nel 1996, cifra che è rimasta da allora invariata).
Nel 1999 si è sottoposto al pubblico, in un paio di
serate, un sintetico questionario, utile a tracciare un
identikit del frequentatore della rassegna e per raccogliere
suggerimenti e proposte: lo spettatore-tipo della
manifestazione risulta avere generalmente tra i 30 e i 50
anni (i 2/3 dei rispondenti), e di provenire per lo più dal
Pinerolese, anche se circa 1/3 del pubblico arriva da Torino
e dintorni, e un 10% circa dalla provincia di Cuneo. Molto
gradita la formula concerto-ballo, mentre le critiche
principali riguardano l'inadeguatezza di alcuni dei locali
utilizzati, soprattutto in rapporto ai posti a sedere e alla
mancanza di spazio per il ballo dopo il concerto.
Si tratta di un profilo statistico abbastanza prevedibile:
non deve stupire la limitata presenza di giovani al di sotto
dei trent'anni (sarebbero intorno al 15% del totale, una
parte dei quali ragazzini con i genitori), perché la musica
tradizionale, pur con le aperture che ci sono state a
musicisti di altre nazioni, attrae poco il pubblico più
propriamente giovanile, interessato ad altri generi, né pare
opportuno "rincorrere" i ragazzi con proposte più
accattivanti, che rischierebbero di allontanare l'utenza
abituale senza garantire un effettivo ricambio.
All'inizio del nuovo millennio, la manifestazione appare
una realtà ormai consolidata: l'edizione 2000, la
quattordicesima della serie, conta 10 serate, oltre ad una
festa da ballo iniziale, che da alcuni anni viene proposta
ad ingresso libero come introduzione di carattere
promozionale al programma di concerti: la novità di
quest'anno è il più ampio spazio dedicato al bal folk, con
due serate (oltre a quella iniziale, considerata un "fuori
programma") specificamente destinate alle danze e al
pubblico di ballerini, che è sempre più numeroso, ma per il
resto mantiene i caratteri prima descritti.
"CANTAVALLI" - Dal 1987 al 2000
Articolo scritto da Mauro Durando per la rivista della
Società di Studi Valdesi "La Beidana"
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2. TACABANDA
"Tacabanda" nasce agli inizi degli anni '90 dalla volontà
dell'Associazione di estendere il proprio raggio di azione
in Val Pellice, in collaborazione con l'Assessorato alla
Cultura della Comunità Montana, e in particolare con il
servizio "Spazio Giovani", dopo il successo arriso nelle
Valli Chisone e Germanasca a "Cantavalli", avviato qualche
anno prima.
In un primo momento si intendeva realizzare una
manifestazione basata su una formula differente da "Cantavalli",
non diffusa sul territorio, ma concentrata nel tempo e nello
spazio, una sorta di Festival.
Così la prima edizione della manifestazione, nel 1991,
occupò il week-end di metà settembre nella Piazza centrale
di Luserna Alta, con due gruppi nelle serate di sabato e
domenica, più un bal folk a conclusione della prima
giornata: il risultato fu molto positivo al sabato sera, ma
il riscontro di pubblico fu modesto la sera della domenica,
oggettivamente meno favorevole.
L'anno seguente si cercò di sviluppare più in grande questa
ipotesi di lavoro, operando su due week-end, centrati su
proposte di notevole richiamo (il chitarrista inglese John
Rembourn a Rorà ai primi di settembre e il gruppo della
Guascogna Perlimpinpin Fòlc la settimana seguente a Luserna
S.Giovanni), integrate da interventi di bal folk e da due
stages, di violino e di danza, in collaborazione con i
musicisti di Perlimpinpin Fòlc. Il risultato fu nell'insieme
discreto, ma l'intervento si rivelò in effetti piuttosto
oneroso sia sul piano finanziario che su quello
organizzativo, con un rapporto costi-benefici non
soddisfacente.
Per questo, dalla terza edizione la manifestazione si
incanalò sui binari della rassegna itinerante, tipo "Cantavalli",
con otto spettacoli in sette Comuni della valle, dalla
seconda metà di ottobre alla prima metà di dicembre, una
programmazione che verrà poi confermata anche negli anni
seguenti.
La ricerca di una qualche linea di differenziazione rispetto
alla rassegna della Val Chisone, in modo da non connotare "Tacabanda"
quale sua semplice replica nella stagione autunnale, è
comunque proseguita, soprattutto nella scelta delle proposte
musicali, che, pur rientrando nei canoni del folk-revival,
hanno denotato una particolare apertura verso concerti di
carattere etnico o orientati verso la musica acustica non
strettamente tradizionale.
In questa logica rientrano varie proposte presentate nel
corso degli anni: i concerti per chitarra che hanno avuto
come protagonisti, oltre al citato John Rembourn, gli
americani Kent Duchaine e Isaac Guillory, il duo di
chitarristi argentini Mario Corradini e Juan Sgolastra, i
francesi Maséro, la coppia Franco Morone - Tim Sparks; gli
spettacoli di musica etnica, come il gruppo africano Nassara,
l'interprete gospel Sandra Hall, i mongoli Egschiglen, il
trio di percussionisti Batteurs de Peaux, le cubane Renata
Mezenov e Mylvis Lopez Homen, il gruppo medio-orientale
Ensemble Sannin, due linee di intervento che sono state poco
o punto sviluppate nell'ambito di "Cantavalli".
D'altra parte, la stessa situazione delle strutture per
attività culturali in Val Pellice, meno felice che nelle
Valli Chisone e Germanasca, dove sono entrati in funzione
negli ultimi 15 anni alcuni contenitori relativamente ampi e
ben attrezzati, ha imposto delle scelte più orientate verso
il concerto d'ascolto che non verso la formula
concerto-ballo tipica di "Cantavalli".
"Tacabanda" è stata realizzata congiuntamente
all'Associazione Francesco Lo Bue, che gestisce Radio
Beckwith, emittente locale, negli anni dal 1992 al 1998,
caratterizzati da buoni risultati in termini di affluenza di
spettatori. Le due edizioni seguenti hanno incontrato vari
problemi che ne hanno condizionato lo svolgimento e il
richiamo di pubblico.
Nel 1999, per difficoltà di coordinamento con altre
iniziative locali, gli spettacoli non si sono tenuti sempre
al sabato, come in passato, ma hanno avuto luogo talvolta di
venerdì o di domenica, con una programmazione meno regolare,
che ha finito col disorientare un po' il pubblico.
Nel 2000 la rassegna non si è svolta nei mesi autunnali,
come di consueto, ma, per ritardi organizzativi vari, è
stata posticipata all'inverno, tra gennaio e marzo 2001, un
periodo meno favorevole, anche per le avversità
atmosferiche.
Nel 2002, giunti all'undicesima edizione, si punta a
ricondurre "Tacabanda" su binari di svolgimento consueti,
concentrati intorno al mese di novembre, con una
programmazione legata più puntualmente, almeno nei limiti
del possibile, ai sabato sera. Il programma è in discussione
e sarà messo a punto, presumibilmente, entro l'inizio
dell'estate.
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3. SOLODANZA
"Solodanza" nasce nel 2001 come manifestazione
specificamente dedicata al bal folk, con l'intento di
presentare dei gruppi qualificati che di norma non
intervengono nelle feste da ballo organizzate nel
Pinerolese.
Sul territorio esiste infatti un'attività piuttosto
intensa, facente capo a varie Associazioni, legata alla
riproposta delle danze tradizionali, sia in termini di
stages per principianti o di approfondimento, sia come
momenti di incontro per ballare con musica dal vivo o,
talvolta, registrata: un insieme articolato di proposte che
coinvolgono un'utenza numerosa e composita, spinta da
esigenze diverse, dall'interesse culturale all'aspetto di
socializzazione, fino alla pura e semplice ricerca di
entertainment.
La Cantarana, d'altra parte, ha sempre riservato uno
spazio alla danza nelle principali manifestazioni
organizzate, specie in "Cantavalli", che ha certamente
contribuito alla diffusione del bal folk nella zona.
All'interno dell'Associazione, inoltre, ha operato in
passato una "Sezione Danze" relativamente autonoma e
particolarmente attiva, che finì poi con lo sciogliersi in
seguito a contrasti interni.
Sotto questo profilo, "Solodanza" rappresenta uno sviluppo
naturale dell'attività de La Cantarana, in una direzione più
specifica: la rassegna vuole offrire agli appassionati del
genere un nuovo punto di riferimento, uno spazio di
confronto con le proposte musicali che, nel panorama così
mutevole dei gruppi di bal folk, appaiono più stimolanti ed
originali, puntando ad occupare un segmento di offerta
relativamente "alto".
Va inoltre sottolineato che la manifestazione è in
sostanza la prima iniziativa dell'Associazione interamente
autofinanziata, senza contributi pubblici, con un parziale
sostegno di sponsor privati contattati direttamente, proprio
per verificare la capacità di realizzare autonomamente, su
un mercato non "protetto", per così dire, i propri programmi
di attività. Da questo punto di vista, la prima edizione si
è chiusa positivamente, con un bilancio in pareggio, e
l'acquisizione di un'esperienza utile per il futuro.
La fisionomia della manifestazione, appena avviata, non è
peraltro ancora compiutamente definita: la prima edizione è
stata realizzata nelle Valli Chisone e Germanasca con
l'apporto di gruppi prevalentemente del Nord-Italia, oltre
al duo di musicisti dell'Auvergne Cyril Roche e François
Breugnot. La seconda edizione è in preparazione, con ipotesi
di lavoro orientate ad estendere l'area territoriale di
svolgimento e a coinvolgere più gruppi d'oltralpe (la
Francia costituisce un riferimento primario sia per i
ballerini che per i suonatori locali), con iniziative in
qualche caso allargate a forme "leggere" di stage,
riservando però sempre uno spazio alla musica delle valli
occitane e di altre regioni d'Italia.
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